Nel nord dell’Abruzzo, quasi al confine con le Marche, sorge lo splendido borgo di Civitella del Tronto.  Proseguendo oltre il paese, per raggiungere le Gole del Salinello, si possono seguire le indicazioni per Ripe di Civitella. A poca distanza possiamo visitare la Grotta S. Angelo, per molti secoli utilizzata come luogo di culto ed ancora oggi meta di pellegrinaggi in onore di San Michele Arcangelo.
 Al suo interno furono rinvenuti, attraverso scavi archeologici, reperti risalenti al Neolitico (V millennio a. C.) ed all’Età del Ferro (I millennio a. C.) mentre è da attribuire al periodo medievale ciò che rimane di un eremo, che qui si insediò attorno al XIII secolo.
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A mezz’ora di cammino si giunge nei pressi della splendida Cascata del Caccamo che raggiungiamo dopo aver percorso un breve tratto in discesa più impegnativo.
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Abbondante in questo periodo la cascata che si immette in un tranquillo torrente dalle acque tanto cristalline quanto fredde.
Arrivati a Civitella del Tronto, ultimo baluardo dei Borboni, prima dell’Unità d’Italia si può raggiungere il centro storico racchiuso all’interno delle antiche mura girovagando tra le strette viuzze, qui nominate con il termine francese “rue”. La così chiamata “ruetta” pare sia la via più stretta d’Italia.
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L’impianto urbanistico del borgo è chiaramente riconducibile all’epoca medievale. Una scala mobile a due rampe conduce all’ingresso della maestosa Fortezza, nei pressi della porta occidentale. Con i suoi 25.000 mq di superficie, la costruzione è una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Europa. Sorta su una preesistenza medievale, fu trasformata tra il 1564 e il 1576 a disposizione di Filippo II d’Asburgo. Protagonista nel diciannovesimo secolo, oppose una strenua resistenza all’assedio napoleonico del 1806 e a quello dell’esercito piemontese del 1860/61.

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